"Quando il gruppo spalla è meglio degli spallati"

Da My-Lab.

Rovereto, sabato sera, rafanass. Dopo la curiosa scoperta che al rafanass non vendono birre piccole, pur contemporaneamente facendo campagna no alcool, ci prendiamo una media, rossa. Buona, non me l'aspettavo.

Pistole alla tempia

Ma andiamo subito sotto il palco, ché ci sono i "Pistole alla tempia" di Verona che suonano. Ricordano, un po' dal nome, un po' dalla musica che fanno, "Il Teatro degli Orrori". La formazione propone metallo pesante con testi forti e densi di significato. Un vanto, laddove altri gruppi ignorano di sana pianta il valore delle parole.


Guitar Wolf

È forse questo in effetti il caso dei "Guitar Wolf", che si alternano sullo stage dopo le "Pistole". I "Guitar" sono giapponesi, o meglio, giappolesi. Spaccano tutto: i timpani, le corde del basso, l'ampli, i microfoni cadono a ripetizione. Lo show movimentato cattura la nostra attenzione, anche se non riusciamo a capire quello che dicono, né quello che suonano. No, non vengono da Fukushima come qualcuno ridendo suggerisce, sono di Nagasaki, hanno tutta la violenza delle bombe nel sangue. Una confusionaria visione di musica in brandelli e di suoni massacrati, a tratti ricordano i palchi roventi dei C.C.C.P.

Calipson

A raffreddare la scena ci pensano invece i "Calipson", da Torino. Sono in tanti a salire sul palco. Il gruppo ha alle spalle forti collaborazioni, l'aspettativa c'è. L'hype viene del tutto disilluso quando le prime note solcano l'aria: sono piatte e tra i tre gruppi della serata sono quelli che hanno di meno da dire. Lascio il rafanass e ante temporum, si sono fatte le una e tre quarti, è tempo di tornare.

Vincono "Le pistole alla tempia". Bella serata, una serata densa di emozioni in cui a brillare è stato, per una volta, il gruppo spalla al di là dei grandi nomi blasonati.