HD video editing con ubuntu 10 04

Da My-Lab.

Creare video HD di qualità con Ubuntu 10.04 è certamente possibile, anche se non semplicissimo. Per rimediare alle difficoltà che possono sorgere alla ricerca di soluzioni dei problemi che si presentano ho creato questa guida, il cui scopo è individuare gli strumenti giusti, tra la vastità di quelli disponibili, per fare quello vogliamo. Vediamo come.

Indice

Prima di cominciare: Hardware necessario

Videocamera

Per registrare video di alta qualità è indispensabile dotarsi di una videocamera HD. Caratteristiche indispensabili sono:

  • Supporto al formato full HD, 1080i, o almeno HD, 720i, con modalità di ripresa 60i (o meglio ancora 60p), oppure 50i (o il superiore 50p).
  • Memorizzazione su SD card, o su memoria interna accessibile tramite USB. Questa feature ci permette di risparmiare un passo oneroso del workflow, ossia il riversamento del video sul computer tramite play sulla videocamera e rec dell'uscita video della stessa sul computer. Se non volete perdere le giornate a riversare cassette sul computer, comperate una videocamera con la porta USB!
  • Zoom ottico, almeno 10x
  • Stabilizzatore ottico, o alternativamente, cavalletto (tripode) su cui appoggiare la videocamera
  • Buona risposta low-light, ossia in condizioni di scarsa illuminazione. La presenza di una video-light, ossia, una piccola luce montata direttamente sul corpo della videocamera aiuta molto. Tra le molte riprese che pianifichiamo di girare, tutte quelle che vengono girate all'interno di un edificio possono facilmente rientrare nella categoria low-light

Caratteristiche utili sono:

  • Uscita cuffie/ingresso microfonico, per migliorare le riprese audio
  • Mirino ottico, per riprendere senza guardare l'lcd, utile per realizzare inquadrature particolari
  • Ghiera per la messa a fuoco, utile per velocizzare la messa a fuoco automatica della macchina

Per saperne di più con un video:

[[1]]

Anche se, come vedremo sotto, gli standard europei differiscono da quelli americani, tenete da conto che il costo delle apparecchiature audio-video, in America, è molto inferiore a quello che trovate in Europa, anche nei siti internet europei. Su ebay potreste trovare delle offerte interessanti in questo senso, offerte per cui risulta conveniente l'acquisto delle macchine americane, anche tenendo conto delle spese di spedizione e di dogana (queste ultime possono facilmente superare il 20% del valore dell'oggetto che acquistate, e il vecchio trucco del "gift" facilmente non funziona per oggetti così costosi).

Computer

Per modificare i video acquisiti abbiamo bisogno di un computer potente, e prima ancora di tutto anche di un hard disk capiente. I requisiti minimi per gestire video in HD sono:

  • hard-disk, almeno 20GByte liberi/video, meglio se da 7200 rpm, in grado di sostenere due volte il flusso video grezzo che dovete modificare (p.e. con una velocità di lettura almeno 140 Mbit/s)
  • supporto di memorizzazione permanente per tenere un archivio dei propri clip, che potrebbe essere un hard disk esterno, o una campana di dvd vergini. Si noti che ad oggi (2011) entrambi hanno circa lo stesso costo/GB: un hard disk da 1TB usb può essere acquistato per meno di 50€ (direttamente in negozio), mentre 200 dvd da 4,7GB (con una capacità di poco inferiore), costano su ebay circa 50€ (comprensivi di spedizione). Il trend è stabile per il prezzo/GB per singolo DVD e in calo per quanto riguarda invece i dischi fissi
  • processore, dual-core o più
  • scheda video con VideoRAM dedicata, possibilmente da 512 Mega in su di memoria dedicata
  • RAM, da 2Gbyte in su

Accessori

  • è necessaria una connessione a internet in banda larga, con alta velocità di upload (da 320 Kbit in su) per poter caricare i propri video online
  • sono indispensabili un paio di casse collegate al computer (quelle del portatile non vanno bene), in modo da poter riascoltare le proprie registrazione
  • nel caso si opti per una registrazione full-HD, è indispensabile avere un monitor con una risoluzione di (almeno) 1920x1080px
  • nel caso si opti per una registrazione HD, è necessario avere un monitor con una risoluzione di (almeno) 1280x720px

I formati di registrazione

Le riprese HD possono avvenire con due dimensioni dell'immagine:

  • FULL HD, o 1080, con una risoluzione di 1920x1080
  • HD, o 720, con una risoluzione di 1280x720

Il rapporto tra larghezza e altezza dell'immagine è sempre 16/9, e, grazie alla convenzione square pixel adottata, coincide con il rapporto tra larghezza ed altezza visualizzato sullo schermo, per esempio, su un televisore 16/9.

Oltre alla dimensione dell'immagine, va impostata anche la frequenza con cui andiamo a campionare il video, ossia, il numero di fotografie (fotogrammi) che vengono scattati al secondo. Esistono molteplici possibilità.

  • 60p, 60 fotogrammi al secondo. Standard uso in America, compatibile sono con le macchine da presa più avanzate
  • 60i, 60 fotogrammi al secondo a linee alterne (interlacciati). Standard in uso in America, è compatibile con molte videocamere americane
  • 50p, 50 fotogrammi al secondo. Standard Europeo, relativo a macchine di qualità
  • 50i, 50 fotogrammi al secondo a linee alterne (interlacciati). Standard Europeo, è compatibile con molte videocamere
  • 30p, 30 fotogrammi al secondo. Standard in uso in America, su youtube, vimeo, e nell'editing in generale. Si può ottenere deinterlacciando una registrazione in 60i
  • 25p, 25 fotogrammi al secondo. Standard Europeo, in uso su vimeo, youtube e nell'editing in generale. Si può ottenere deinterlacciando una registrazione in 50i
  • 24p, 24 fotogrammi al secondo. È lo standard internazionale di ripresa delle pellicole cinematografiche.

Le riprese di tipo interlacciato non visualizzano bene sugli schermi LCD, perché questi hanno un tempo di persistenza delle immagini bassissimo. Ciò fa sì che il nostro occhio possa distinguere le linee di video dalle linee nere con cui esso si alterna (questo effetto è particolarmente apprezzabile sulle scene in movimento) con il risultato netto che sembrerà di bassa qualità. Per questo è necessario deinterlacciare le riprese della videocamera, prima di visualizzare sul computer. Le riprese 60i possono essere deinterlacciate:

  • verso il formato 60p
  • verso il formato 30p
  • direttamente in riproduzione (quindi, senza dover salvare un nuovo file)

Le riprese 50i possono invece essere deinterlacciate:

  • verso il formato 50p
  • verso il formato 25p

In generale non sono consigliate altre trasformazioni al di fuori di quelle indicate sopra. Un'eccezione notevole è la conversione 24p-25p, che può essere fatta senza perdità di qualità, se si è disposti ad accelerare un po' l'audio (3%), con l'effetto netto di riprodurre tutto un semitono sopra a quanto registrato. Le conversioni 25-30, e 24-30, anche se tecnicamente sono possibili, tendono a rendere poco definite le scene in movimento, perché è necessario interpolare frame intermedi che non esistono, e questi frame interpolati risultano essere né il frame precedente, né quello successivo, ma un mix tra i due che viene percepito, all'occhio, come un movimento con effetto "blur", ossia, lo stesso effetto che ha una persona che guarda fuori quando gli gira la testa.

Il formato americano è anche chiamto NTSC, mentre quello europeo PAL. Storicamente, i due sistemi nascono perché la rete di distribuzione elettrica americana lavora a 110V, 60Hz, mentre quella europea a 220V, 50Hz, per cui su queste frequenze e sui loro multipli sono tarati i sistemi televisivi. Oggi ci sono anche televisori in grado di riprodurre nativamente tutti i formati sopra citati. Per dovere di cronaca, poi, devo segnalare che l'NTSC non parte da una base dei tempi di 1/60 di secondo, ma più precisamente 1/59,94 di secondo.

Cosa scegliere

È una buona idea scegliere di registrare nella più alta risoluzione disponibile e alla più alta qualità possibile, compatibilmente con lo spazio libero nella fotocamera. Poi, in post-elaborazione, potremmo sempre ridurre il numero di punti a quello da noi desiderato, viceversa, una ripresa a bassa qualità, non può essere portata verso l'alta qualità. Un discorso leggermente diverso vale invece per il framerate, ossia il numero di fotogrammi al secondo. La scelta migliore, è solitamente quella che contempla il più alto numero di fotogrammi al secondo. Però più istantanee vengono scattate al secondo, e più si restringe l'intervallo che intercorre tra una foto e la successiva. Questo fa sì che debba diminuire conseguentemente anche il tempo di esposizione, ossia per quanti centesimi di secondo l'otturatore resta aperto per permettere al sensore di raccogliere la luce e, più piccolo è il tempo di apertura, minore è la quantità di luce raccolta. Ecco che allora, in situazioni dove non ci sia moltissima luce, potrebbe essere una buona idea riprendere in 30p, o in 25p se adottiamo lo standard europeo. Viceversa una registrazione in 24p non ha molto senso, a meno che non si pianifichi fin da subito di realizzare un clip da distribuire nelle sale cinematografiche, una situazione che però raramente ci troveremmo ad affrontare.

I formati intermedi

Si tratta di formati poco o per niente compressi rispetto all'originale, che occupano più spazio su disco, ma hanno il grande vantaggio di essere leggeri sulla cpu, e quindi adatti a successive manipolazioni. Tra tutti i formati di questo tipo disponibili, scegliamo il DNXHD, che è supportato da openshot, e da ffmpeg. Attenzione: il flusso dati in uscita dopo questo passaggio sale a più di 80Mbit/s. È necessario disporre di molto spazio sul disco per portare in formato intermedio lunghi filmati. A titolo di esempio, un'ora di filmato 720p in questo formato, occupa sul disco più di 36 Gbyte (!). Comunque sia, la riga di comando per convertire i file della videocamera in filmati DNXHD è la seguente:

ffmpeg -threads 0 -deinterlace -i INPUT -s 1280x720 \
-vcodec dnxhd -b 145M -r 30 -acodec pcm_s16be OUTPUT.mov

dove:

  • -threads 0, abilita l'elaborazione in parallelo su più processori
  • -deinterlace, esegue l'operazione di deinterlacciamento
  • INPUT è il nome del file da convertire
  • -s 1280x720, sta ad indicare il formato HD 720p
  • -vcodec dnxhd, è il formato di interscambio che abbiamo scelto
  • -r 30, indica che vogliamo 30 fotogrammi al secondo (possiamo impostare 25 per lo standard europeo)
  • -acodec pcm_s16be, che vogliamo lavorare su audio non compresso
  • OUTPUT.mov è il nome di file destinazione del processo di conversione

Se usiamo una videocamera che registra in formato MTS è possibile utilizzare lo script python allegato per automatizzare il processo, convertendo in un colpo solo tutti i file MTS e trasferendoli nella cartella dnxhd.

File:Mts2dnxhd.zip

I formati di distribuzione

Se scegliamo di distribuire i nostri filmati su vimeo, possiamo adottare gli standard di compressione suggeriti dagli editori di vimeo stesso, consultabili alla pagina: [[2]]. Si tratta dell'accoppia H264 + AAC, distribuita in un contenitore di tipo MP4, ed è una delle compressioni più efficaci nel preservare la qualità anche in poco spazio, a discapito della velocità di decodifica di questi filmati (anche se esistono hardware dedicati a questo). I parametri più importanti che qualificano le caratteristiche del nostro video esportato sono, oltre al codec, ossia al sistema di compressione utilizzato, anche la quantità di bit al secondo che vengono dedicati al flusso dati. Più è alto il bitrate, ossia il numero di bit al secondo, maggiore è la qualità, ma maggiore è anche lo spazio richiesto per immagazzinare il file. Per questo è importante raggiungere un buon bilanciamento tra qualità e spazio. I suggerimenti di vimeo sono molto buoni in questo senso: 5 Mbit/s di flusso video e 320 Kbit/s di flusso audio, che risultano in un file con un'audio quasi perfetto, e una compressione abbastanza spinta, ma molto efficace sulle scene statiche, che solitamente sono le predominanti in un filmato medio. Ubuntu, per ragioni legate all'esistenza di pesanti brevetti software che impediscono un'implementazione libera dei codec, non include nell'installazione di base, né il codec H264, né il codec AAC. Per rimediare a queste mancanze possiamo procedere come segue:

recuperare libxh264 dai repository ufficiali (ricordatevi di abilitare multiverse e universe oltre che main): sudo apt-get install libx264-98

e libfaac dai repository di medibuntu:

sudo wget --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list\
http://www.medibuntu.org/sources.list.d/$(lsb_release -cs).list
sudo apt-get --quiet update
sudo apt-get --yes --quiet --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring
sudo apt-get --quiet update

per abilitare i repository di medibuntu e:

sudo apt-get install ffmpeg libavcodec-extra-52 libfaac0

per abilitare il supporto AAC.

C'è un altro formato che si sta affermando grazie all'impegno di google, ed è libero, non protetto da brevetti. Si chiama webm, ed è basato su VP8/VORBIS in un contenitore di tipo MKV (Matroska). Per utilizzare questo formato è sufficiente digitare:

sudo apt-get install libvpx  libvorbis0

Dal momento che mp4 e webm sono molto simili in quanto a qualità di codifica, anche in questo caso possiamo impostare un flusso video di 5Mbit/s e un flusso audio di 320kbit/s.

Se abbiamo bisogno di maggiore qualità sul video, possiamo aumentare il flusso video oltre i 5Mbit/s (per esempio a 8Mbit/s), oppure scendere se vogliamo comprimere ulteriormente (per esempio a 2Mbit/s). Viceversa, non è possibile impostare flussi audio in qualità superiore (a meno di non utilizzare un formato non compresso), rimane invece possibile utilizzare flussi audio a qualità minore.

Il workflow

Organizzeremo il lavoro in questa maniera:

  • 1. Copia dei filmati dalla nostra videocamera via usb, direttamente dalla sd (o acquisizione con kino in formato RAWDV nel caso la nostra videocamera non fosse provvista di schede sd)
  • 2. Transcodifica nel formato di interscambio DNXHD, ossia, decodifica del video acquisito e ricodifica dello stesso in un formato più leggero per il lavoro che deve fare il computer
  • 3. Assemblaggio del video con openshot, ripresa e transcodifica di eventuali pezzi aggiuntivi da inserire nel video
  • 4. Esportazione finale in mp4, H264/AAC, 5Mbit/s/320Kbit/s
  • 5. Caricamento del filmato su vimeo con Vimeo Uploader per Adobe Air (oppure su youtube con java)

Programmi per la post-produzione

Ci sono molti editor video disponibili per ubuntu. Alcuni hanno una lunga tradizione, altri si sono affacciati da poco nei repository ufficiali aprendosi fin da subito ad una moltitudine di possibilità di editing:

  • Cinelerra, Cinelerra-CV, di Heroine Virtual è l'editor video non-lineare in tempo reale per linux più vecchio in circolazione. Nonostante sia molto potente (dicono) la sua interfaccia non al passo con i tempi, ha spinto molti video-maker a cercare soluzioni nuove
  • Kino, il primo video editor semplice per linux, ben studiato è semplice da usare, è stato progressivamente abbandonato in favore di Kdenlive, per via della limitazione tecnica di Kino, di non poter funzionare in tempo reale, e di non poter lavorare in multitraccia
  • Kdenlive, il successore di Kino, con molte funzionalità e performante è il primo editor real-time non lineare per linux con un'interfaccia moderna adatto all'uso quotidiano. Lo sviluppo non proprio lineare, che ha fatto sì che il programma fosse afflitto da molti bug ha spinto molti editori verso nuove soluzioni
  • Pitivi, un progetto di lunga data di creare un editor video per ambiente gnome. Basato su gstreamer ha una facilità d'uso e una qualità delle librerie impressionante. Tuttavia, lo sviluppo lentissimo nel corso degli anni ha fatto sì che ancora d'oggi manchi di alcune funzionalità di base per un buon video editing.
  • Openshot, un progetto recente di editor video scritto in Python e basato su MLT (lo stesso framework di Kdenlive). Supporta tutti gli effetti di base, permette un editing preciso, semplice, veloce ed efficace delle proprie scene. Non è esente da bug, ma è stabile, ricco di funzionalità utili, completo e in rapido sviluppo

OpenShot

Tra tutti i video editor citati, l'unico che soddisfi i requisiti necessari per poter procedere senza pensieri con il montaggio del materiale acquisito si è rilevato essere OpenShot. In particolare ne hanno determinato la scelta a discapito dei concorrenti:

  • Facilità d'uso, semplicità e attualità dell'interfaccia
  • Stabilità nell'editing
  • Flessibilità d'uso, ricchezza delle funzionalità
  • Disponibilità di pacchetti aggiornati ben funzionanti

Openshot si è dimostrato all'altezza di tutti i prerequisiti di un buon video editor, a patto di salvare frequentemente, e di installare una versione dello stesso seguendo le istruzioni riportate sul sito ufficiale, e senza mescolare tra loro repository diversi relativi alla sezione multimedia.

Installazione di OpenShot

Per installare openshot è sufficiente seguire le indicate nel sito ufficiale. Basta lanciare da terminale:

sudo add-apt-repository ppa:jonoomph/openshot-edge
sudo apt-get update
sudo apt-get install openshot openshot-doc

Si veda poi la sezione HD_video_editing_con_ubuntu_10_04#I_formati_di_distribuzione I_formati_di_distribuzione per istruzioni su come aggiungere il supporto aac tramite l'installazione di libfaac, consigliata in fase di export.

Impostazione di OpenShot

Prima di cominciare va impostato il profilo di editing che preferiamo, in modo da impostare la corretta dimensione della finestra d'anteprima. Dal menù scegliere: Modifica > Preferenze > attivare la scheda profili > scegliere il profilo HDV che fa al caso nostro. Il profilo va scelto in base alla qualità del materiale di interscambio su cui andremo a lavorare, non dell'originale. Per una spiegazione completa dei vari profili HDV si veda la sezione I formati di registrazione.

A sua volta, la qualità del materiale intermedio va scelta uguale a quella con cui esporteremo il filmato. Non ha molto senso lavorare a 1080p, 60p, se già sappiamo che il target del nostro video è vimeo hd, che può ospitare video con una risoluzione massima di 720p, e 30p di velocità di scansione dei fotogrammi. Tuttavia, se il nostro computer ce lo permette, ossia, se abbiamo abbondanza di spazio sul disco e potenza di calcolo in eccesso, può essere una buona idea anche quella di mantenere la stessa risoluzione tra formato originale e formato intermedio e ridurre la qualità del video solo all'ultimo momento, quello dell'esportazione. Potremo così esportare in due qualità: quella obiettivo, e una più alta da tenere in archivio.

Organizzazione dello spazio di lavoro

La prima operazione da intraprendere prima di cominciare un editing è quella di raccogliere i clip. Abbiamo la fortuna che la videocamera prepara per noi una serie di file relativi alle nostre riprese numerati in maniera progressiva. Bene, ora tutto quello che dobbiamo fare è preparare una cartella sul disco dove depositare il materiale. Questa è la struttura che utilizzo:

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/stream00001.mts
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/stream00002.mts
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/audio-1.wav
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/immagine-1.png
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/mts2dnxhd.py

(vedi il punto I formati intermedi)

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/... tutti i file originali
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/dnxhd/
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/dnxhd/stream00001.mov
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/dnxhd/stream00002.mov
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/dnxhd/... tutti i file intermedi
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/NOMEDELPROGETTO/
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/NOMEDELPROGETTO/...
...NOMEPROGETTO.osp
/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/NOMEDELPROGETTO/...
...NOMEPROGETTO.mp4

L'utilizzo di una struttura simile per ogni progetto, con una directory chiara per ogni tipologia di file, e la scelta di allegare ad ogni progetto il file File:Mts2dnxhd.zip, che si incarica di generare i formati intermedi, ci permette poi, terminato l'editing, di rimuovere agevolmente i file temporanei e spostare l'intero lavoro in una copia di backup su dvd, o su hard disk esterno.

Montaggio del video

Dopo aver impostato il profilo, è possibile utilizzare, nelle sue funzionalità di base, openshot come si utilizza un qualsiasi editor video. Su [3] è disponibile una videoguida di base.

Trasciniamo tutte le clip relative alla nostra ripresa nella Box "File di progetto", selezionandola se non lo è, oppure importiamole con il tasto importa (l'effetto è equivalente). Importiamo solo file di interscambio, non le riprese originali. Se i file di interscambio non esistono, creiamoli come spiegato in I formati intermedi.

Ora possiamo dimenticarci dell'organizzazione che i nostri video hanno sul disco e cominciare il montaggio vero e proprio. Trasciniamo tutte le clip sulle tracce (senza sovrapposizioni, uno dopo l'altra, nell'ordine che preferiamo, meglio se casuale), e rivediamo quello che abbiamo ripreso premendo il grande bottone play.

Ci saranno scene che ci interessano, altre che non sono venute, ora dobbiamo fare una cernita. Scartiamo cancellandole le registrazioni che proprio non sono venute bene, quelle dalle quali non c'è niente da recuperare. Bene è tempo di dare il primo salva, datelo frequentemente perché sarebbe fastidioso dover ricominciare il lavoro da capo. Consiglio di dare come nome del file:

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/NOMEDELPROGETTO/...
...NOMEPROGETTO.mp4

come spiegato in Organizzazione dello spazio di lavoro. Dopo questa prima scrematura possiamo riavvicinare le clip in modo che non ci siano buchi e dare un secondo play. Ora concentriamoci sulle singole frasi, sulle azioni, che catturano la nostra attenzione.

Utilizziamo lo strumento taglia per fare una prima divisione grossolana delle sequenze. Posizioniamo il cursore (cliccando sulla barra temporale) dove comincia la scena che vogliamo tenere. Commutiamo dallo strumento freccia allo strumento taglia e clicchiamo sul punto prescelto. Ripetiamo la procedura in maniera anologa dove finisce la frase, l'azione che c'interessa. Consiglio di tenersi un po' larghi in questa fase, ossia, non cerca il taglio preciso, ma, come quando si taglia un foglio di carta per dargli una forma precisa, disegnare una figura approssimativa e abbondante dell'oggetto da ritagliare.

È il momento di salvare di nuovo. È sempre il momento di salvare. Ora impostiamo uno zoom più grande. Possiamo usare i tasti lente più e lente meno, oppure scorrere la barra orizzontale tra le due lenti fino a raggiungere uno zoom che ci faccia vedere in un colpo solo tutte le riprese. Ora possiamo spostare tutte le parti non desiderate, gli scarti del nostro ritaglio, in fondo a tutto il resto, lasciando una bella separazione temporale tra materiale utile e non utile.

Manco dirlo, ottimo momento per dare un bel salva, e si comincia con il lavoro di fino. Le nostre scene hanno bisogno di un taglio preciso, specie per quanto riguarda l'audio. Facilmente abbia tagliato parole a metà e abbiamo mezze frasi che non c'entrano niente. Questa parte è molto delicata, e va realizzata con grande precisione. Il sistema mouse + click non è molto preciso, non a livello di singolo fotogramma. È comunque consigliato aumentare il livello di zoom temporale con le due lenti, ma qui utilizziamo una funzionalità differente, indipendente dalla precisione che abbiamo sulla linea del tempo, per eseguire un ulteriore taglio delle riprese. Clicchiamo con il tasto destro sul clip da ritagliare e scegliamo proprietà dal menù a tendina. Spostiamoci sulla scheda "Lunghezza", e cominciamo a definire con maggiore precisione il punto di partenza. Procediamo così: posizioniamo il cursore di riproduzione prima dell'inizio della clip e diamo un play. Sentiremo, prima del materiale che c'interessa, della registrazione in eccesso. Bene, allora spostiamo il valore di Entrata in avanti (teniamo sempre a portata di mano questa finestra proprietà relativa alla clip) di qualche frazione di secondo, riportiamo il cursore di riproduzione a prima della clip e diamo un play. Ora, se siamo stati troppo stretti avremo tagliato qualcosa di utile, e allora dovremo aggiungere un po' di clip ritagliata tirando indietro il valore di entrata, oppure togliere ancora un po' portando avanti il valore di uscita... e poi via via di iterazione in iterazione riusciremo a selezionare esattamente quello che vogliamo prendere. È possibilissimo anche isolare una singola parola all'interno di una frase, se lo desideriamo, e fermare una frase prima di una virgola, dove vogliamo. È molto importante però essere precisi, in modo che il discorso sembri naturale, e non ritagliato. In effetti avremo fatto un buon lavoro se, riproducendo nuovamente la clip, non sembrerà neanche che l'abbiamo tagliata.

Ripetiamo la stessa operazione di play - aggiusta - play anche per quanto riguarda il valore di uscita della clip. Ad ogni clip aggiustata diamo un salva. Ora, un piccolo suggerimento. Per lavorare bene è meglio fidarsi dell'orecchio più che dell'occhio. I sistemi audio introducono necessariamente una latenza, latenza che invece può essere evitata in video (dal momento che non è fastidioso per l'occhio il frameskip, anche hard, che invece risulta insopportabile all'ascolto). Due diverse maniere di gestire i datti fanno sì che facilmente video e audio finiscano fuori sincronia, almeno in fase di editing (niente di cui preoccuparsi tuttavia, questa latenza non ci sarà nei file esportati): a questo punto su cosa dobbiamo basarci? La risposta è semplice sull'orecchio! Ignoriamo bellamente quello che visualizziamo nella finestra video: se il video parte prima o dopo fa lo stesso, l'importante è che le frasi comincino e finiscano nel punto giusto, e i rumori siano quelli che vogliamo riprendere. In questa fase quindi è una buona idea non farsi distrarre dal video e ascoltare invece attentamente sulle nostre casse se abbiamo tagliato bene o male le nostre registrazioni.

Ora possiamo aggiustare ogni clip in modo che cominci e finisca nel punto giusto con la tecnica iterativa proposta sopra. Finito il lavoro, definiamo un target molto importante: la lunghezza del video. A seconda di quanto materiale abbiamo a disposizione infatti possiamo montare video più o meno lunghi. Se abbiamo stabilito come target 3 minuti, e abbiamo selezionato scene per 10 minuti, beh, dovremmo selezionare ulteriormente. Viceversa, se avessimo un target di 3 minuti e selezioni di 1 minuti e mezzo, beh, in questo caso, vale la pena ridurre il target a quello che abbiamo. Anzi, più il video è corto e meglio, se scegliamo di distribuire i nostri video su internet, sulle communities di video sharing. Meglio un video corto e fatto bene che uno lungo e noisoso! O non la pensato così anche voi quando vedete qualcosa su youtube?

Si tratta ora di affiancare correttamente le riprese in modo che abbiano un ordine cronologico. L'ordine cronologico della narrazione potrebbe non corrisponde ovviamente con l'ordine di ripresa, per cui facilmente dobbiamo spostare clip qua e là più volte fino a raggiungere il senso dello scorrere del tempo che abbiamo in mente, in questo caso meglio tenere lo zoom temporale basso, cioè visualizzare tutte le clip in un colpo solo. Oltre all'ordine cronologico, ci sono altre possibilità, ma, a meno che noi non si sia [David Lynch], difficilmente le andremo a esplorare da subito.

Transizioni

Ora possiamo divertirci ad applicare i vari effetti e transizioni alle nostre riprese precedentemente assemblate. Personalmente preferisco transizioni secche, senza transizioni, ma ogni tanto servono, vuoi per dare quel tocco di magia qua e là, o per collegare scene che hanno poco in comune, comunque sia, per usare le transizioni dobbiamo:

  • posizionare la clip di partenza A su una traccia, p.e. sulla traccia 1
  • posizionare la clip di arrivo B su un'altra traccia, p.e. sulla traccia 2
  • selezionare la tab transizioni tra quelle disponibili (File di progetto, Transizioni, Effetti)
  • trascinare la transizione sulla linea temporale sopra alla traccia A, dove vogliamo che transizione avvenga (ossia alla fine della prima clip)
  • cliccare con il tasto destro sulla transizione (distinguibile per il suo colore blu), selezionare proprietà, e la direzione desiderata: giù in questo caso (traccia 1 verso traccia 2), su nel caso contrario

Effetti

Infine, per correggere l'immagine o l'audio delle nostre riprese, possiamo trascinare dalla finestra effetti quelli che più ci aggradano sul nostro frammento di video e visualizzare il risultato. È possibile controllare l'intensità e i parametri degli effetti dando tasto destro sulla clip, cioè sul frammento di filmato desiderato, e selezionando la voce proprietà.

Ulteriori trucchi

Spesso ci sono problemi nelle riprese che rendono difficile la selezione della scena che a noi piace più delle altre: rumori di fondo là dove doveva esserci silenzio, una lunghezza insufficiente della clip, e così via ci mettono spesso davanti al dubbio: buttare via o tenere anche se ci sono delle imperfezioni? Spesso possiamo recuperare una ripresa di questo tipo utilizzando più tracce sovrapposte e le opzioni "disattiva audio" e "disattiva video" presenti nella scheda proprietà ci ogni clip. Vediamo alcuni esempi:

Traccia con un rumore indesiderato dove dovrebbe esserci silenzio

Tagliamo la clip precisamente un momento prima e un momento dopo il rumore. Selezioniamo la parte intermedia e utilizziamo l'opzione che ne disattiva l'audio. Riproduciamo tutti i tre segmenti (la parte rumorosa, quello che la precede e quello che la segue) e avremo risolto il problema del rumore.

Attenzione però: spesso un'operazione del genere comporta l'aver inserito un momento di silenzio, dove invece nel resto del filmato la videocamera non catturava mai silenzio, quanto piuttosto rumore di scena, vuoi il rumore di persone che parlano in lontananza, vuoi il traffico, animali, o il vento che sia, che dove abbiamo tolto l'audio verrebbe a scomparire, dando una sensazione allo spettatore di momentaneo vuoto (anche spaziale). Si può rimediare se si ha avuto l'accortezza di riprendere separatamente (o di trovare in mezzo ad altre riprese) dei momenti di silenzio, silenzio che in realtà è rumore di sottofondo. Se abbiamo a disposizione una clip di questo tipo, sarà sufficiente ritagliare il pezzetto di sottofondo che ci sceglie e incollarlo nella traccia sopra o sotto la parte che abbiamo curato togliendogli l'audio, avendo cura di selezione l'opzione che disattiva il video.

Traccia troppo corta

Se la traccia desiderata è troppo corta, e questo ci impedisce per esempio di poter applicare una transizione che invece starebbe bene, possiamo ricorrere a due escamotage.

Il primo, più semplice, è applicabile se la clip è frutto di un lavoro di ritaglio. Si inserisce dopo la clip che si vuole allungare una copia della stessa con il comando duplica. Dopodiché, a partire dalla finestra proprietà, si copia il campo Valore di Uscita sopra a Valore di Entrata, poi si procede con le frecce ad allungare quanto basta il Valore di Uscita. Si affiancano le due clip e si disattiva l'audio sulla seconda, alla quale ora si può facilmente applicare la transizione desiderata senza preoccuparsi di tagliare a metà una frase o una parola. Analogamente si può procedere per allungare un po' la partenza di una clip. Anche in questo caso potrebbe essere necessario procedere al metodo esposto in Traccia con un rumore indesiderato dove dovrebbe esserci silenzio per recuperare i suoni d'ambiente.

Se invece proprio non abbiamo materiale a disposizione, possiamo ancora salvarci usando l'effetto Congela. Duplichiamo la traccia come visto sopra, trasciniamoci sopra l'effetto Congela e poi copiamo, sempre dentro alle proprietà della clip, il campo Valore di Uscita sopra a Valore di Entrata, impostiamo il Valore di Uscita desiderato usando le frecce. Sempre nella finestra proprietà, sposiamoci sulla scheda effetti, selezioniamo Congela, e scorriamo numero fotogramma fino a bloccare il fotogramma desiderato che verrà mostrato in anteprima a sinistra. Cerchiamo se possibile di prendere un fotogramma di tipo keyframe, ossia, più stabile e definito degli altri. Bene, ora abbiamo il l'extra video che ci serviva. Sarà probabilmente necessario spuntare sull'opzione che disattiva l'audio e procedere come in Traccia con un rumore indesiderato dove dovrebbe esserci silenzio per recuperare i suoni d'ambiente.

Esportazione del progetto finale

Dopo aver terminato la fase di montaggio, e dopo essersi accertati che il video sia come lo desideriamo riproducendolo tutto con il pulsante play nella finestra di anteprima siamo pronti per l'esportazione, ossia, la preparazione di un filmato leggibile da tutti i dispositivi, e distribuibile a tutto il mondo tramite la rete. Revisionare la sezione I formati di distribuzione per ulteriori informazioni sui formati che si possono utilizzare. Avendo noi scelto di esportare il nostro video su vimeo hd, seguendo le linee guida del sito in questione, andremo a selezionare H264 @ 5Mbit/s + AAC @ 320 kbit/s su contenitore mp4.

Per fare tutto ciò è sufficiente cliccare File > Esporta video..., e scegliere:

  • Nome file: NOMEDELPROGETTO
  • Cartella di esportazione: /home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/NOMEDELPROGETTO/ (seguendo quanto suggerito in Organizzazione dello spazio di lavoro)
  • profilo: web
  • destinazione: Vimeo-HD
  • profilo video: HDV 720p 30p (o 25p se usate lo standard europeo)
  • qualità: media,

Questo per quanto riguarda la scheda Semplice. Poi spostarsi sulla scheda avanzate e modificare:

  • codec audio: libfaac
  • frequenza di campionamento: 44100
  • No di canali: 2
  • Bitrate / Qualità: 320 kb/s (scrivere il valore esatto, questa scelta non è disponibile nel menù a discesa)

Dopodichè, cliccando sul pulsante Esporta Video, comincerà l'esportazione del video, che richiederà un più o meno lungo, durante il quale siamo liberi di lasciare OpenShot ad icona e dedicarci ad altro (se l'esportazione fosse così pesante da impedire il lavoro usuale possiamo dare un:

ps ax | grep openshot | cut -d " " -f 1| xargs -l renice 15

da terminale, ricordandoci di annullare il comando precedente con un

ps ax | grep openshot | cut -d " " -f 1| xargs -l renice 0

a export finito).

Dopo l'esportazione

Se siamo pienamente soddisfatti del risultato dell'esportazione, possiamo liberare spazio su disco eliminando i file di interscambio intermedi. Se abbiamo seguito le indicazioni di Organizzazione dello spazio di lavoro, posizioniamoci nella cartella:

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/ 

ed eliminiamo la cartella:

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/dnxhd/ 

e tutti i file in essa contenuti. Se in un secondo momento volessimo modificare ancora questo video, possiamo sempre ricrearli a partire dagli originali con lo script:

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/mts2dnxhd.py

presente nella cartella

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/

Poi per liberare definitivamente l'hard disk dal peso del progetto, possiamo muovere tutti i file su un dvd, o su un hard esterno. Fin qui ok. C'è un piccolo problema da affrontare nel momento in cui però vogliamo andare a riaprire il progetto originale, già trasferito nell'archivio. Vediamo come fare.

Per trasferire il progetto dall'unità di archiviazione al computer, procediamo come al solito: copiamo la cartella

/media/archivio/NOMEDELPROGETTO

in

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO

e ricreiamo i file intermedi con lo script

/home/antonio-storage/myvideo/NOMEDELPROGETTO/mts2dnxhd.py

Ora però, se per caso la struttura delle cartelle non coincide esattamente con quella che abbiamo usato quando abbiamo creato il video, il openshot potrebbe non funzionare correttamente. Questo avviene perché all'interno di OpenShot i files sono indirizzati usando percorsi assoluti, che includono tutto il percorso originale al loro interno, e richiedono che questo coincida con quello effettivamente associato ai file che abbiamo copiato dall'archivio. Fortunatamente le nuove versioni di OpenShot salvano in formato ASCII (se utilizziamo una vecchia versione di OpenShot, possiamo cancellare il file /home/antonio/.openshot/config.xml, aggiornare, aprire il file in questione e salvarlo con un nome differente: ora esso sarà in formato ASCII). Quindi possiamo traslare i vecchi nomi nei nuovi nomi assoluti. Posizioniamoci dove si trova il file di progetto, e lanciamo da terminale:

cat VECCHIOPROGETTO.osp   | replace "VECCHIACARTELLADILAVORO" \
"NUOVACARTELLADILAVORO" > progetto-aggiornato.osp

dove dobbiamo sostituire:

  • a VECCHIOPROGETTO il nome del progetto che stiamo recuperando
  • a VECCHIACARTELLADILAVORO l'indirizzo della cartella di lavoro in cui era precedentemente contenuto il progetto (se non la ricordiamo, possiamo recuperarla dando:
cat pollaio.osp  | grep "S'" | grep mov | cut -c3- | cut -d"'" -f 1

e osservando le cartelle visualizzate nell'output della riga di comando)

  • a NUOVACARTELLADILAVORO l'indirizzo della nuova cartella di lavoro in cui è ospitato il progetto (per conoscerla,
cd ..
pwd

copiare il valore, e poi riportarsi nella cartella dove è ospitato il file osp).

Video Communities, per caricare i propri video online

Oltre a youtube, altri siti offrono un analogo servizio dove caricare e condividere i propri video online. Tra tutte le community, vimeo è forse quella che offre la maggior qualità audio e video nei filmati visualizzati oltre che ad avere la maggior quantità di banda libera verso l'Italia. La community di vimeo però è molto diversa da quella di youtube. È un sito meno visitato di youtube, meta invece di appassionati e amatori. Questo da una parte porta a un numero di visite sicuramente inferiore a quelle che potremmo ricevere su youtube, dall'altra però ci espone meno al grande pubblico che, soprattutto le prime volte, potrebbe essere poco comprensivo dei nostri sforzi nei commenti. Per ricevere visualizzazioni su vimeo, è necessario inserire collegamenti al proprio video, per esempio su facebook, o nelle proprie pagine personali dove è possibile include, ossia, embeddare, qualsiasi video presente su vimeo, il codice viene generato cliccando su "embed".

Caricare su vimeo con vimeo uploader

I file generati a seguito dell'esportazione e destinati ad essere pubblicati sul web, raggiungono dimensioni ragguardevoli. Per poco più di 5 minuti di filmato è infatti necessario trasferire più di 200 Megabyte verso il server dove vogliamo ospitare il nostro filmato. Con un'ADSL standard italiana, abbiamo a disposizione 320 Kbit/s in caricamento, che fanno sì che sia necessaria più di un'ora e mezza per completare il trasferimento del video finito dal nostro hard disk fino al server. In un tempo così lungo potrebbe saltare la connessione, oppure bloccarsi firefox, e in ogni caso noi non vorremmo dover ricominciare il trasferimento da capo. Per questo è necessario un sistema che ci permetta il resume, ossia, la ripresa dei caricamenti interrotti. Per ottenere questa funzionalità con vimeo è necessario utilizzare vimeo uploader. La buona notizia è che vimeo uploader è compatibile con linux, dal momento che è scritto utilizzando la piattaforma di sviluppo adobe air. Tuttavia, questa piattaforma non è ancora ben integrata con i sistemi a 64 bit, per questo motivo la procedura di installazione non è delle più semplici.

Installazione su ubuntu 32bit

In questo caso è sufficiente visitare [[4]] e scegliere di scaricare il pacchetto .deb

Installazione su ubuntu 64bit

È necessario installare delle librerie di compatibilità. Lanciamo in successione:

sudo apt-get install lib32asound2 lib32gcc1 lib32ncurses5 \
lib32stdc++6 lib32z1 libc6 libc6-i386 lib32nss-mdns
yes | sudo getlibs -l libnss3.so.1d
yes | sudo getlibs -l libnssutil3.so.1d
yes | sudo getlibs -l libsmime3.so.1d
yes | sudo getlibs -l libssl3.so.1d
yes | sudo getlibs -l libnspr4.so.0d
yes | sudo getlibs -l libplc4.so.0d
yes | sudo getlibs -l libplds4.so.0d
yes | sudo getlibs -l libgnome-keyring.so
yes | sudo getlibs -l libgnome-keyring.so.0
yes | sudo getlibs -l libgnome-keyring.so.0.1.1

Scarichiamo AdobeAIRInstaller.bin dal sito di adobe [[5]] posizioniamolo in una cartella e diamo:

chmod +x AdobeAIRInstaller.bin
sudo ./AdobeAIRInstaller.bin

Infine, dopo aver lanciato:

sudo cp /opt/Adobe\ AIR/Versions/1.0/Resources/libadobecertstore.so \
/usr/lib32/libadobecertstore.so
sudo ldconfig

siamo pronti per recarci alla pagina dove scaricare ed installare vimeo uploader: [[6]]

La guida originale è disponibile all'indirizzo: [[7]]


Caricare su youtube con googlecl

Google ha messo a disposizione un piccolo script shell per caricare video sulla sua community di condivisione video Youtube tramite riga di comando. Il pacchetto offre accesso anche ai servizi picasa, blogger, docs, contacts, calendar e finance. Per ottenere il programma è sufficiente scaricare ed installare il pacchetto deb disponibile all'indirizzo:

http://code.google.com/p/googlecl/downloads

Dopodiché, apriamo un terminale e digitiamo

google youtube NOMEFILE

dove al posto di NOMEFILE scriviamo il nome del file che vogliamo caricare. Ci verrà chiesto con che nome utente desideriamo collegarci:

Please specify user:

Digitiamo l'indirizzo email con il quale vogliamo procedere al login seguito da invio, seguirà la richiesta:

Please specify category:

Digitiamo una delle categorie elencate qui sotto:

Nome della categoria su youtube Nome della categoria da digitare
Autos & Vehicles Autos
Comedy Comedy
Education Education
Entertainment Entertainment
Film & Animation Film
Gaming Games
Howto & Style Howto
Music Music
News & Politics News
Nonprofits & Activism Nonprofit
People & Blogs People
Pets & Animals Animals
Science & Technology Tech
Sports Sports
Travel & Events Travel

Una lista aggiornata è disponibile all'indirizzo [[8]]. Il passo successivo è autenticarsi ai servizi google. Verrà aperta una finestra nel browser con la richiesta di login. Dopo aver correttamente effettuato l'accesso al servizio desiderato,è possibile ritornare al terminale dove digitando enter partirà l'upload. Nel caso in cui non si usi un indirizzo del tipo NOMEUTENTE@gmail.com, ma un indirizzo del tipo NOMEUTENTE@NOMEDOMINIO, il servizio di autenticazione nella finestra del browser potrebbe riportare l'errore:

Server error
Sorry, you've reached a login page for a domain that isn't using Google Apps. \
Please check the web address and try again

In questo caso è sufficiente tornare al terminale dove stiamo lanciando il caricamento su youtube, copiare l'indirizzo che segue a "Please log in and/or grant access via your browser at", che per esempio potrebbe essere:

https://www.google.com/accounts/OAuthAuthorizeToken?
oauth_token=4%2F2b6zx8sGddlgEcXhn7nklfv8udCR&hd=hotmail.com

e incollarlo nella barra indirizzi del browser togliendo &hd=NOMEDOMINIO, in modo che risulti un indirizzo di questo tipo:

https://www.google.com/accounts/OAuthAuthorizeToken?
oauth_token=4%2F2b6zx8sGddlgEcXhn7nklfv8udCR

Durante il processo di caricamento, il programma non riporta nessun messaggio di stato. Dato il lungo tempo che sarà necessario per caricare il file, potremmo essere interessati a conoscerne una stima. Possiamo calcolare il tempo di caricamento stimato mediante il seguente script:

echo "Lenght of the file in MB (megabytes):" && read LEN \
&& echo "Upload speed of your internet connection in Kb (kilobits)/s:" && read SPEED \
&& MINUTES=`echo "$LEN * 1024 * 8 / $SPEED /60" | bc` \
&& echo "Upload will take approx." `echo $MINUTES / 60 | bc` "hours and " \
`echo $MINUTES % 60 | bc` "minutes."

È sufficiente digitare il codice in una riga dei comandi e rispondere alle domande riportate per calcolare il tempo di attesa previsto. Per conoscere la quantità di megabytes scambiati fin'ora, è possibile aprire Monitor di Sistema (Preferenze > Amministrazione > Monitor di sistema) e controllare il Totale inviati nella scheda risorse. Sebbene questo sia il totale di tutti i caricamenti effettuati nella sessione corrente, esso corrisponde con ottima approssimazione allo stato del nostro upload su youtube, se non stiamo utilizzando altri programmi (quali ad esempio eventuali sistemi di file-sharing, che sarebbe opportuno chiudere per velocizzare il processo) che accedono intensamente alla rete in modalità caricamento. Se infine, alla fine del caricamento doveste ricevere l'errore:

{'status': 401, 'body': 'Unknown authorization header', 'reason': 'Unauthorized'}

significa che vi siete imbattuti nel bug 2304: YouTube video upload fails with "Unknown authorization header", fatelo sapere sul bugtracker, nella speranza che google faccia qualcosa.

Aggiornamento 2012 sul caricamento dei video

Aggiunte alcune annotazioni sul caricamento di grandi video alla pagina Grandi video con ubuntu.